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I Segreti dell’Anello KARNAK
21/07/2011


Il complesso templare di Karnak – di cui il Grande tempio di Amon e il Tempio di Luxor costituiscono solo una parte – si trova sulla riva destra (rispetto alla sorgente) del Nilo e la sua costruzione procede di pari passo con la storia egiziana antica; esso è, infatti, un sovrapporsi di strutture successive tanto che è oggi quasi impossibile individuare il nucleo originale (vedi fig. b.), risalente al Re Sesostris I della XII Dinastia, che era costituito da tre piccoli locali orientati Est-Ovest, oggi inesistenti, e di cui si conservano solo le soglie ubicate nell’area posteriore al santuario della “barca sacra” di Filippo Arrideo, e nei pressi del “Chiosco di Sesostri I” ricostruito con componenti rinvenuti quale materiale di riempimento del III Pilone (Seti I, XIX Dinastia).

Dalla XII alla XXX Dinastia, in un arco di oltre 1600 anni, ogni Re o Faraone ha lasciato la propria traccia apportando modifiche, talvolta sfruttando le preesistenti costruzioni come cave di materiale o “usurpandole” a proprio nome.

Secondo la convenzione egiziana, la perfezione divina era costituita da una triade, o trinità; anche nel caso del complesso templare di Karnak, si assiste alla medesima immagine talché la triade è costituita dal citato Amon, dalla sua sposa Mut e dal figlio Khonsu che, pur non godendo di un complesso proprio, viene celebrato, come nella Festa di Opet, in entrambi i recinti dei genitori con un tempio a lui dedicato in ciascuno. Il recinto templare della Dea Mut (di circa m 250 x 400) è collegato a quello del marito Amon da un “dromos”, un viale di sfingi criocefale (ovvero con corpo di leone e testa di ariete), mentre in ognuno dei recinti maggiori si trova un lago per i lavacri sacri dei sacerdoti.

L’ANELLO KARNAK


Il simbolo riportato su questo bellissimo anello è stato rinvenuto nel tempio di Karnak ed è un simbolo di collegamento tra l’Alto ed il Basso Egitto. E’ considerato un ottimo simbolo di schermatura radiestesica.

Non bisogna mai far toccare ad altri il proprio anello, neppure al partner o ad una persona cara. Quando lo si mette dito la prima volta si deve seguire questa procedura: far bollire per due minuti l’anello con del sale in una pentolina d’acqua di bottiglia (acqua di fonte e poi farlo asciugare in pieno sole per 1 ora. Questa operazione andrebbe ripetuta ogni volta che qualcuno tocchi il vostro anello contaminando la vostra energia con la propria…

L’anello Karnak è uno degli strumenti cari alla radiestesia, dove spesso viene chiamato Anello di Atlantide o Anello del Re.

I simboli riprodotti infatti, secondo la tradizione, rispondono alle esigenze di una precisa formula esoterica a lungo provata e confermata da ricercatori del calibro di un André de Belizal e Roger de Lafforest. Non è un talismano o una specie di feticcio ma è considerato piuttosto un piccolo miracolo di fisica microvibratoria che manifesta il proprio potere in tre campi specifici: protezione, cura e potenziamento dell’intuizione.

PROTEZIONE: L’Anello Re o di ATLANTIDE è considerato un naturale raccoglitore, secondo i principi della radionica, di energia cosmica e mette in grado il radiestesista di proteggersi dalle rimanenze e dalle contaminazioni energetiche con le quali viene a contatto durante la ricerca e il lavoro di analisi. Analizzare qualcuno o qualcosa significa “mettersi in risonanza” con quella particolare frequenza… è necessario dunque proteggersi da eventuali energie non perfettamente in sintonia con le proprie. Un altro testato impiego dell’anello sarebbe quello di permettere al radiestesista di prolungare il tempo della ricerca che altrimenti non potrebbe protrarsi per più di un’ora. L’anello Re limita, secondo quanto si tramanda la stanchezza. Molti lo consigliano infatti anche alle persone che per lavoro o percorso si trovano a dover affaticare molto la mente ed agli studenti, specialmente quando si trovassero a preparare esami o concorsi.

CURA: si dice che i simboli riportati possano risolvere disfunzioni energetiche semplicemente portando l’anello in un determinato dito della mano seguendo queste istruzioni:

POLLICE = sull’apparato respiratorio
INDICE = sistema nervoso, vitalità e capacità di azione
MEDIO = funzioni corporee, ossa e scheletro
ANULARE = apparato genitale, urinario e digestivo. Agisce sopra il simpatico ed il parasimpatico
MIGNOLO = apparato circolatorio
INTUIZIONE: Infine l’anello ha la capacità di aumentare l’apertura mentale e di permettere una più precisa capacità intuitiva.

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