Archivi categoria: Umbanda

Tutta la pratica della Magia brasiliana, volgarmente chiamata Macuba, ruota attorno a due
grandi forze: gli Orixás e gli Exús che, opportunamente evocati, possono essere indirizzati
al bene o al male.
Queste Entità, sollecitate dalla giusta offerta e dall’impiego di sostanze ed oggetti rituali
quali: candele, essenze, polveri, misture varie di erbe, aiutano l’uomo a raggiungere i suoi
obbiettivi e a risolvere tutti i problemi quotidiani d’amore, danaro, lavoro, negatività, etc.
Questo corso vi aprirà una nuova conoscenza magica e vi farà entrare in contatto con le
Entità che reggono il Creato e vi insegnerà ad indirizzare i loro formidabili poteri per
realizzare qualsiasi vostra richiesta. Inoltre imparerete a manipolare con competenza e
successo tutti quei prodotti che sono alla base delle pratiche magiche brasiliane.
La Macumba ha una ricetta per ogni problema, una risposta per tutti, è importante perciò
avvicinarsi a questa affascinante magia con umiltà, dedizione, serietà e soprattutto fede,
perché le antiche Divinità dell’ Africa Nera hanno varcato nuovamente gli Oceani e sono
fra noi.
La Macumba trae le sue origini dall’Africa, più precisamente dalla Nigeria meridionale e dal
bacino del Congo, abitati dalle popolazione Yoruba e da altre tribù di lingua bantù. Queste
popolazioni, tratte nel Nuovo Continente come schiavi, portarono con sé le antiche
tradizioni della loro religione, conosciuta poi col nome generico di Macumba. Questo
termine non ha trovato una sicura traduzione, ma si può attribuirgli il significato di
“assemblea religiosa”.
Agli schiavi era proibito professare la loro religione apertamente, pertanto celarono i loro
Santi dietro i nomi dei nostri Santi cattolici che, per storia o aspetto richiamavano i loro
Orixás (Dei). La Macumba abbraccia un intero universo magico-religioso del Brasile ed ha tre
anime : Candomblé, Umbanda e Quimbanda.
Il Candomblé è il culto tradizionale molto vicino al modello africano, non ancora
contaminato, ed è l’anima puramente africana della Macumba. Durante le sue cerimonie gli
iniziati cadono in trance ed i fedeli possono interpellare direttamente l’entità, Orixá e
formulare richieste e suppliche.
Con Umbanda si vuole intendere una religione totalmente brasiliana, abbastanza recente,
che fonde le tradizioni africane a quelle indie e allo spiritismo kardecista.
Nell’Umbanda il rituale è sempre basato sull’incorporazione, ma l’agente non è più l’Orixá
africano, bensì gli spiriti degli Indios chiamati Caboclos, i Pretos Velhos (spiriti dei vecchi
negri) che, con la loro pazienza e saggezza, contribuiscono all’evoluzione dell’uomo.
Nella Quimbanda invece tutto si basa sul contatto con gli Exú che ,come vedremo poi,
sono Energie estremamente potenti e duali che possono essere usate sia al positivo che al
negativo.
Ad ogni Orixá corrisponde un Exú, ed è a quest’ultimo che ci si rivolge per opere di Magia
Nera.
In tutti i lavori di magia Brasiliana vengono mosse delle Energie, forze Spirituali che,
incanalate dagli operatori in stato di trance, sono dirette ad assolvere le preghiere dei
supplicanti. La medianità quindi è indispensabile affinché queste correnti fluidiche entrino
in contatto con l’uomo.
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LA CANJICA

La canjica, in Brasile, è un tipo di mais spezzettato, bianco, che si impiega nella ritualistica per preparare bagni atti a calmare lo spirito, la mente e per eliminare negatività, ossessioni e tutto ciò che possa perturbare i pensieri di una persona. Ecco come procedere alla preparazione di un bagno di canjica. Mettere a mollo la canjica in acqua e lasciare per 24 h. Il giorno dopo scolare e fare bollire in altra acqua pulita, avendo cura di eliminare eventuali chicchi giallastri o comunque rovinati. Aggiungere eventuale acqua nella pentola durante la bollitura qualora fosse necessario. Quando il mais ha raggiunto una certa tenerezza togliere dal fuoco. Scolare e conservare l’acqua. Fare raffreddare e aggiungere ½ bicchiere di acqua Flor… Continua a leggere »

I VELONES

Ecco il procedimento corretto per l’uso dei velones. Ogni Velòn è normalmente composto da tre parti: – tubo di plastica – cero ritualizzato – polvere esoterica Estrarre il cero dal tubo. Estrarre la polvere dal fondo del tubo. Inserire nel tubo di plastica, sul fondo, la fotografia (con i nomi) del soggetto/soggetti su cui si vuole operare o un foglietto di carta bianca con su scritta richiesta/nomi completi delle persone (nome, cognome, data di nascita). Versare sul foglietto/fotografie, ora all’interno del tubo, la polvere, dicendo ad alta voce con parole semplici ciò che si desidera ottenere. Riposizionare il cero dentro al tubo di plastica. Accenderlo e recitare la preghiera riportata sull’etichetta. Lasciare consumare il cero fino alla fine in un luogo siguro. I… Continua a leggere »

Festa di Omulù – San Lazzaro

Il 17 dicembre si celebra San Lazzaro, una delle figure più discusse ed interessanti dell’agiografia. Nel sincretismo afrobrasiliano questo santo cattolico è associato ad Omulù. Figlio di Nanã ed Oxalufá, fratello d’Exú ed Ogum, è il padrone della crosta terrestre. Nanã lo tiene fra le braccia e lo mostra a suo Padre, il cielo. Omulú è la vibrazione della terra nella sua manifestazione più immediata. E’ la malattia, la guarigione, la morte e la vita che da lei rinasce. E’ il Signore dei cimiteri, colui che accoglie i nostri corpi dopo la morte fisica. La putrefazione, nella Macumba non è vista come qualcosa di dannoso o repellente, ma come passaggio da uno stato ad un altro più evoluto, perciò Omulú… Continua a leggere »

L’Oracolo delle 4 conchiglie (Oborì o Alafià)

Presso gli yoruba della Nigeria esiste un sistema di divinazione basico chiamato Obì, si tratta di un oracolo ricavato dall’utilizzo dei semi di una pianta africana, la Cola Acuminata. Gli yoruba consideravano la Cola un albero sacro, simbolo della terra, del cosmo e di Olorun, il Dio Unico. Nella diaspora questo stesso sistema si è mantenuto, nello schema e nell’interpretazione delle combinazioni, ma ha modificato lo strumento di base, la noce di cola, sostituendola ora con quattro pezzi di cocco (a Cuba) ora con quattro conchiglie della famiglia della cipraea (talvolta chiamate nkobos). In Brasile questo tipo di divinazione è chiamata Jogo de Obori o Jogo de Alafià e viene eseguito attraverso quattro buzios (conchiglie) chiari. Sostanzialmente si tratta di… Continua a leggere »

OXOSSI, IL GRANDE CACCIATORE

Oxossi, che abbiamo già incontrato in alcune leggende, è l’Orixá della caccia, il Grande Spirito delle foreste e delle bestie feroci. Il “Signore della Mata”, con Ogum ed il potente Elegbará, forma la triade delle divinità guerriere del pantheon Yoruba. In Brasile é raffigurato come un guerriero indio armato d’arco e di frecce, adorno di penne e di ricchissimi e colorati capacetes.[1]Il cacciatore Oxossi é istinto, introspezione, strategia, ma anche abbondanza e sazietà. Nella vita quotidiana il suo axè si realizza nell’alimentazione, in tutto ciò che mangiamo, Lui è il nostro pane quotidiano. La caccia, infatti, altro non era, che l’unico sistema dei nostri antenati per procacciarsi il cibo. In quest’era di supermarket, l’antico Santo africano veglia su carboidrati, grassi,… Continua a leggere »

OGUM, IL GUERRIERO

Ogum, figlio del vecchio Oxalufá Igbà Ibò e della bella e giovane Oduduá Iemmú, è il signore del ferro, della guerra, della metallurgia e, per esteso, del lavoro legato a questo metallo. In Africa era lo spirito tutelare dell’omonimo fiume nigeriano. Determinato, energico, impetuoso e istintivo, Ogum risolve rapidamente ogni problema pratico. Lui non conosce ostacoli e con la sua spada apre tutte le strade, spirituali e materiali. Compagno inseparabile d’Exú e amico del valoroso Oxossi, il prode Ogum fa del coraggio, della determinazione e del valore i suoi punti di forza, Lui è la vittoria. Il Santo Guerriero ha fortissime affinità con gli influssi astrologici di Marte e col segno dell’Ariete: il suo colore principale è il rosso (la… Continua a leggere »

OYÁ/YANSÃ IL VENTO E LE TEMPESTE

Signora dei venti, delle bufere e dei temporali, Santa Barbara, è Yansã la regina di Koso, una delle tre mogli di Xangô. L’amazzone dalla pelle d’ebano é una delle Yabàs più conosciute e venerate di tutto il Brasile. Bella, di una bellezza selvaggia e aggressiva che non ha bisogno di trucchi o cosmetici per apparire, è passionale, focosa ed ardente come le donne commemorate dal famoso scrittore Jorge Amado nei suoi romanzi. Yansà non accetta vincoli o compromessi di nessun genere: la sua furia, nel momento dell’ira è più violenta e incontenibile di quella dello stesso Xangô. Anticamente Ojà era il nume tutelare del fiume Niger. Figlia di Yemanjá e Aganjú, prima di sposarsi con Xangô, Yansã fu compagnaindomita d’Ogum… Continua a leggere »

OXÚM LA SIGNORA DELLE ACQUE DOLCI

Se diamo uno sguardo al passato noteremo, che tutte le grandi civiltà e le più importanti culture della storia dell’uomo, sorsero in prossimità di un grande corso d’acqua. Gli antichi Egiziani costruirono vicino al Nilo le loro città; la cultura mesopotamica si sviluppò sul Tigri e l’Eufrate; i cinesi espansero la loro cultura sulle sponde del fiume Giallo. Ancor oggi la presenza di un fiume significa acqua per l’uomo e per i suoi animali, la crescita dei prodotti della sua terra. L’acqua é sinonimo di vita, di progresso é abbondanza e sviluppo: ma non solo, un corso d’acqua favorisce gli spostamenti, i trasporti e soprattutto, i contatti con altre popolazioni, perciò la comunicazione e lo scambio culturale. In Europa occidentale,… Continua a leggere »

XANGÔ, FUOCO E PIETRA

Xangô è la giustizia, l’ordine e l’equilibrio, ed ha tutte le caratteristiche del mitico Giove, sovrano dell’Olimpo greco, Dio degli Dei. Xangô re d’Oyò è uno degli Orixàs più venerati del pantheon Yoruba. La giustizia, che Xangô rappresenta, non é l’apparato legale di una nazione, va molto oltre la comprensione umana. E’ la Legge universale di Dio, anche se talvolta s’identifica con quella di una tradizione o di una cultura. L’uomo tende spesso a giudicare ingiusto ciò che lo coglie impreparato o va contro le sue speranze ed i suoi progetti.  La morte prematura di un figlio è ingiusta e innaturale agli occhi dei genitori; in realtà è un evento naturale per una Legge che trascende la giustizia umana. L’arma… Continua a leggere »

IEMANJA RAINHA DO MAR (Regina del Mar)

  La regina del mare Yemanjá è la sintesi dell’elemento acqua, culla di tutte le creature; è il liquido amniotico in cui gravita l’essere prima di diventare tale. Lei è la luna, madre e vergine, sorella e sposa; é la più importante figura femminile di tutti gli Orixás é la sirena che attrae, piena di fascino e mistero. Signora della fecondità e della consolazione, Yemanjà rappresenta l’amore e la serenità, ma nel momento dell’ira quando la sua energia manca d’equilibrio, si rivela una spietata e terribile nemica. Nelle sue acque nere e profonde naufragano tutte nostre speranze, inghiottite nel pauroso gorgo di Calunga, l’Abisso insondabile, che l’uomo conoscerà solo dopo la morte. Secondo la leggenda Yemanjá nacque dall’unione d’Obatalá (il… Continua a leggere »

Oxalà

Il Cristo Cosmico, Oxalá, è la massima divinità del Candomblè e dell’Umbanda. Signore della vita, fecondatore del Creato e capo delle Sette Linee, che da lui hanno origine, Oxalà è androgino (maschio e femmina), Padre e Madre dell’uomo e di tutte le creature. Con Ifà era presente alla costruzione della testa dell’uomo, perciò é il “Testimone” e conosce il destino d’ogni essere sulla terra. Dispensatore di luce, il Signore del bianco assoluto, rappresenta la pace, la speranza, la serenità e l’amore. Oxalà si sacrifica, per amore dell’uomo, esattamente come tutte le divinità dei vari culti solari; ricordiamo Mitra, Osiride e Prometeo, ecc…! Essendo androgino, si unisce al suo aspetto femminile Nanã Oduduã (la Madre Terra) e dal loro amplesso cosmico… Continua a leggere »