OGUM, IL GUERRIERO

Ogum, figlio del vecchio Oxalufá Igbà Ibò e della bella e giovane Oduduá Iemmú, è il signore del ferro, della guerra, della metallurgia e, per esteso, del lavoro legato a questo metallo. In Africa era lo spirito tutelare dell’omonimo fiume nigeriano. Determinato, energico, impetuoso e istintivo, Ogum risolve rapidamente ogni problema pratico. Lui non conosce ostacoli e con la sua spada apre tutte le strade, spirituali e materiali. Compagno inseparabile d’Exú e amico del valoroso Oxossi, il prode Ogum fa del coraggio, della determinazione e del valore i suoi punti di forza, Lui è la vittoria.
Il Santo Guerriero ha fortissime affinità con gli influssi astrologici di Marte e col segno dell’Ariete: il suo colore principale è il rosso (la collana rituale è composta di perline di questo colore), anche se alcuni Ogums lavorano con il verde, il blu e con il nero.
A cavallo del suo destriero e brandendo la spada va all’attacco del male, sotto qualsiasi forma si nasconda. A livello esoterico, la spada, simbolizza anche la facoltà analitica ed è lo strumento principe in grado di segmentare il complesso, in elementi più semplici. Con la spada Ogum, dissolve le complesse egregore spirituali, sbaraglia gli ostacoli e muta gli elementi rendendoli utili al nutrimento della propria essenza.
Simbolo fallico, metafora della penetrazione, la spada d’Ogum non ha però facoltà creatrice, si limita a mutare, adattare, scolpire o distruggere la materia complessa e frammentarla.
Secondo la leggenda Yansã fu la prima amatissima moglie d’Ogum, che lasciò per unirsi a Xangô, il Signore delle pietre e dei lampi. La bella e battagliera Yansã non divenne mai madre, poiché i suoi amplessi con Ogum non generarono figli. Si sa soltanto che, da una Yansã originaria, chiamata Oyá, nume tutelare del fiume Niger, ne derivarono nove. Si racconta che fu proprio la spada del suo compagno a frammentarla in un impeto d’ira e di gelosia, in nove Yansã, tutte specifiche e differenti nelle loro proprietà, ma sommandole, il totale rivela un’Oyà primordiale e molto complessa.
La spada d’Ogum rappresenta la mitica Excalibur, ma anche il bisturi del chirurgo, il pugnale del sicario, la mannaia del boia: inoltre esprime il concetto di metallicità nel suo aspetto più drammatico, che si manifesta nelle contorte lamiere delle automobili, dopo un incidente mortale.
La vibrazione dell’antico guerriero yoruba è presente anche in molti altri Santi armati di spada, come Oxaguián, Yansã e Xangô Alafi, di un rasoio come Obá, oppure di pugnale, Exú.
Il fatto che Xangô, nemico per antonomasia d’Ogum, abbia tra i suoi strumenti la spada, dimostra ancora una volta, la provenienza di tutti gli Orixás da un’unica fonte primordiale, il Grande Padre Olorúm.
Il vegetale che sintetizza l’Axé della spada d’Ogum è la sansevieria, che in Brasile è chiamata, spada di San Giorgio.
Le persone rette da quest’Orixá, hanno una caratteristica che li accomuna, difficilmente si lasciano dominare dalle emozioni, che considerano ossessioni da reprimere o razionalizzare. Solo Ogum Jà (una delle manifestazioni più spirituali del Santo) è molto sensibile e sentimentale.
I governati da Ogum devono evitare l’uso smodato di bevande alcoliche, i litigi e la guida veloce, perché potrebbero incorrere in incidenti automobilistici anche gravi.
Tutti sportivi, dal carattere combattivo e grandi lavoratori, soffrono di mal di testa e di problemi cronici al fegato: una curiosità, tra i figli d’Ogum vi sono rivoluzionari, politici, medici, militari e ladri. Testo tratto dal libro Atabaques, Edizioni Il Crogiuolo.

Oferendas

Giorno: martedì

Numero rituale: sette

Curiador: birra chiara

Colore: rosso

Fiore: garofano bianco o rosso

Frutto: cocco

Tovaglia: rossa

Piatto: di coccio

Bicchiere: comune

Olio: dendê

Amalás: carne cotta ai ferri, fagioli di Spagna, caprone, gallo, igname

Condimenti: cipolla, alloro, peperoncino

Omaggio: sigaro e scatola di fiammiferi

Orikì: Ogum Yeé