{"id":17277,"date":"2011-07-14T13:06:20","date_gmt":"2011-07-14T11:06:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wordpress\/?p=332"},"modified":"2020-01-29T15:08:40","modified_gmt":"2020-01-29T14:08:40","slug":"la-mandragora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/it\/blog\/la-mandragora\/","title":{"rendered":"La Mandragora"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17717\" src=\"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-330x248.jpg 330w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-768x576.jpg 768w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-24x18.jpg 24w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-36x27.jpg 36w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-48x36.jpg 48w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11-600x450.jpg 600w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-11.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\nA livello botanico la mandragora \u00e8 una pianta erbacea perenne, emicriptofita, acaule. \u00c8 dotata di una grossa radice a fittone, di aspetto grossolanamente antropomorfo<br \/>\nLe foglie, di forma ovato-oblunga, corrugate, sono disposte a formare una rosetta basale al centro della quale, in autunno, \u00e8 presente un ciuffo di fiori peduncolati, con corolla violacea, imbutiforme, lunga 3-4 cm, suddivisa in 5 lobi.<\/p>\n<p>Il frutto \u00e8 una bacca ovoidale, di colore giallo-arancio, lunga fino a 3 cm. Fin qui la fitologia botanica. Nel corso dei secoli per\u00f2 questa pianta \u00e8 stata circondata da un alone di mistero, in special modo a causa della curiosa forma delle sue radici che ricordano in maniera impressionante una sagoma umana.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">Propriet\u00e0 esoteriche<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17719\" src=\"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-21.jpg\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-21.jpg 179w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-21-15x24.jpg 15w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-21-23x36.jpg 23w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-21-31x48.jpg 31w\" sizes=\"auto, (max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fin dall\u2019alba dei tempi, la Mandragora ha costituito un elemento indispensabile per le pratiche magiche e spirituali di molte culture.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La Mandragora ha un curioso aspetto antropomorfo, che secondo una leggenda \u00e8 derivato dalla sua appartenenza al regno animale e vegetale insieme. La forma della radice, che in alcuni esemplari \u00e8 completa di protuberanze che ricordano i genitali maschili, ha fatto s\u00ec che la Mandragora venga considerata afrodisiaca; nella cultura Voodoo viene utilizzata per la costruzione di feticci per fatture d\u2019amore e maledizioni, alle quali dona l\u2019indispensabile potere esoterico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questa pianta ha tantissime propriet\u00e0 curative: si dice che guarisca l&#8217;epilessia, il &#8220;mal di luna&#8221; (ossia la licantropia clinica), pu\u00f2 scacciare i demoni, ed ha sempre avuto una valenza ambigua, in quanto, pur essendo vero che la sua radice posta sotto il letto di un malato ne guarisce il corpo e l&#8217;anima, essa pu\u00f2, nello stesso tempo, portare a perdizione; pu\u00f2 donare un sonno ristoratore, ma provoca anche pazzia; pu\u00f2 uccidere, ma \u00e8 anche un rimedio contro il veleno dei serpenti: \u00e8 in definitiva una vera e propria bilancia sospesa fra incertezza ed ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Si sostiene che se la radice raccolta, purificata e resa il pi\u00f9 possibile simile all&#8217;uomo verr\u00e0 abbigliata, vezzeggiata, accudita, le verranno offerti pasti pi\u00f9 volte al giorno e verr\u00e0 ubicata in una degna collocazione, essa procurer\u00e0 felicit\u00e0, ricchezze e salute, scaccer\u00e0 le forze negative, aiuter\u00e0 a ritrovare gli ori nascosti e sar\u00e0 una cura per tutti i mali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In ambito magico la Mandragora \u00e8 adatta per aumentare i poteri psichici, ad esempio attraverso bagni rituali in cui aggiungere all\u2019 acqua del bagno: un litro di acqua bollita con radice di mandragora in unione a 50 grammi di foglie di salice, 7 pizzichi di origano e 7 cucchiai di miele.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La radice di mandragora pu\u00f2 essere usata per ungere le candele usate nei rituali o per la creazione di oli atti alla seduzione, insieme a 7 chiodi di garofano e 7 rose rosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La Mandragora \u00e8 di natura un potente talismano, con la quale vengono costruiti amuleti e sacchettini di protezione per la difesa attiva, per attrarre il denaro, per la seduzione, contro l&#8217;impotenza o per assicurarsi la fedelt\u00e0 dell\u2019amato o dell\u2019amata.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;incenso creato con la radice di questa pianta magica in unione con una parte di aconito, una di elleboro nero, una di belladonna, una di giusquiamo e una parte di olio di mandorle amare \u00e8 utilizzato per entrare in contatto con la Dea Ecate (infatti \u00e8 la pianta sacra di questa dea, \u00e8 collegata alla notte e quindi anche ad Artemide, Diana e alla luna); per operazioni di difesa si usa insieme a una parte di grani di incenso, di foglie di salvia, peperoncino e 13 gocce di olio essenziale di iperico; per l&#8217;amore passionale, insieme sempre ad una parte di grani di incenso, una di petali di rosa e 13 gocce di olio essenziale di verbena.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La radice di questa pianta \u00e8 efficacissima per fissare alcune forze astrali elementari.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 la pianta delle Streghe, dalla quale ricavavano una magica bevanda utilizzata per i Sabbat; le sacerdotesse dell\u2019antico Egitto la consumavano durante la grande festa della dea Hator. \u00c8 chiamata \u2018Pianta Sacra e Maestra\u2019, \u2018Chiave d\u2019Accesso\u2019 agli stati di trance per gli antichi maghi iniziati, sciamani e moderni psiconauti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La Mandragora come radice caratterizza, nell\u2019esperienza enteogenica, la connessione purificatrice delle zone pi\u00f9 profonde e insondabili dell\u2019astrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Da tutto ci\u00f2 si evince che non vi pu\u00f2 essere alcun rito esoterico efficace senza la preziosa e prodigiosa Mandragora, pianta dai poteri infiniti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Il Mito<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-17715\" src=\"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3-300x222.jpg 300w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3-330x244.jpg 330w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3-24x18.jpg 24w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3-36x27.jpg 36w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3-48x36.jpg 48w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3-600x444.jpg 600w, https:\/\/ilcrogiuolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mandragora-3.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>La relazione tra l\u2019uomo e le piante magiche \u00e8 stata rappresentata in miti, leggende e credenze. Miti particolari sono quelli che narrano l\u2019origine di tali piante, l\u2019origine dell\u2019uomo da esse e quelli che riportano un loro specifico utilizzo, in genere legato a un culto. E\u2019 possibile incontrare miti differenti per una stessa pianta e differenti versioni per uno stesso mito, a seconda delle differenze culturali tra popoli di origine diversa che impiegano la stessa pianta. Inoltre, un mito pu\u00f2 avere subito, nella sua costruzione, influenze e interpretazioni da parte di culture esterne, perdendo cos\u00ec le sue caratteristiche originarie e trasformandosi in racconto o storia. Nel presente articolo sar\u00e0 discussa la dimensione mitica della pianta magica per eccellenza, la mandragora, attraverso un\u2019analisi dei principali documenti disponibili.<\/p>\n<p>Tra tutte le piante tradizionalmente considerate magiche, sicuramente la mandragora (Mandragora officinarum o Mandragora autumnalis) \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti, con una storia lunga e complessa che ha lasciato testimonianze in differenti parti del mondo. La mandragora aveva (ed ha tutt\u2019oggi) anche un impiego medicinale, afrodisiaco e psicoattivo.<\/p>\n<p>In Oriente, \u00e8 citata nel Vecchio Testamento in Genesi e nel Cantico dei Cantici con il nome di dudaim, \u201camore e paura\u201d. Nel primo episodio, Rachele, disperata per non avere figli, supplic\u00f2 Lea di darle una delle mandragore trovate dal figlio Ruben, concedendole in cambio il marito per una notte. Nel secondo episodio, Shulammite invita il suo amante ad andare nei campi dove crescono le mandragore. Flavio Giuseppe, nella Guerra Giudaica, menziona una pianta nota come baaras, \u201cardore\u201d, probabilmente la mandragora, che \u201c[\u2026] verso sera emette una luce brillante, elude le persone che tentano di raccoglierla, a meno che non si pongano su essa certe secrezioni del corpo umano [\u2026]. Applicata al paziente, la radice fa espellere i demoni\u201d. Un nome significativo \u00e8 quello attribuito nell\u2019Arabia preislamica, cio\u00e8 abu \u2018lruh, \u201csignore del respiro vitale\u201d o \u201csignore dello spirito\u201d, a indicare la carica spirituale della mandragora e probabilmente la sua identificazione con una divinit\u00e0. Con l\u2019avvento dell\u2019Islam, ritroviamo Tufah al-jinn, \u201cmele del demonio\u201d, Baydal-jinn, \u201ctesticoli del demonio\u201d e anche \u201ccandela del diavolo\u201d. Questo valore negativo attribuito dagli Arabi alla mandragora si ritrova in una formula per la preparazione di un veleno a base di radici decomposte della pianta. In Persia, il nome \u00e8 sag-kan, \u201cscavata da un cane\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019Europa medievale, alla mandragora furono attribuiti numerosi epiteti, per esempio \u201cmela di Satana\u201d, \u201ctesticoli di Satana\u201d, \u201cmela dello stolto\u201d e \u201cmela dell\u2019amore\u201d. Per i Germani era nota come Drachenpuppe, \u201cpupazzo-dragone\u201d, e Galgenm\u00e4nnlein, \u201cpiccolo uomo delle forche\u201d, mentre in Islanda come thjofarot, \u201cradice dei ladri\u201d. Altre denominazioni ricordavano l\u2019effetto narcotico e le streghe. Una della caratteristiche della mandragora che suscit\u00f2 la fantasia degli antichi fu la somiglianza della sua radice con la figura umana. Sembra che sia stato Pitagora uno dei primi a descrivere la radice come antropomorfa.<\/p>\n<p>E come per tutte le piante magiche, estirparla era pericoloso. Occorreva seguire un preciso rituale e rispettare certe precauzioni. Teofrasto di Lesbo, poi ripreso da Plinio il Vecchio, scrive che per raccoglierla bisogna tracciarle attorno tre cerchi con una spada e tagliarla rivolgendosi a ovest. Tagliandone una seconda parte, si dovrebbe danzarle attorno e dire \u201cquante pi\u00f9 cose \u00e8 possibile sui misteri dell\u2019amore\u201d. Durante il Medioevo, il rituale prevedeva di recarsi sul posto il venerd\u00ec al crepuscolo, con un cane nero affamato. Dopo essersi tappate le orecchie, si facevano tre segni di croce sulla pianta, si scavava attorno e si poneva attorno alla radice una corda, poi annodata al collo o coda del cane. Poco lontano si poneva del cibo per l\u2019animale, il quale strattonando staccava la radice che emetteva un grido. In questo modo, il cane moriva al posto dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Stando alle testimonianze archeologiche, questa pianta era gi\u00e0 nota agli antichi Egizi a partire dal XIV secolo a.C. Ricordiamo la scena di raccolta di radici di mandragora rappresentata sul sarcofago di Tutankhamon e le scene nella tomba di Ramses II. In quest\u2019ultimo caso, la mandragora \u00e8 accompagnata dalla ninfea e dal papavero da oppio, anch\u2019esse piante dotate di propriet\u00e0 psicoattive. Sembra che queste tre piante fossero utilizzate in combinazione per preparare un unguento in grado di indurre stati ipnotici, di trance ed estatici.<\/p>\n<p>Nell\u2019Europa medievale, la mandragora era un probabile ingrediente degli unguenti delle streghe. \u00c8 stato infatti riportato da alcuni sperimentatori che i principi attivi contenuti nella pianta possono provocare la sensazione di volare e di viaggiare in posti differenti da quello in cui ci si trova, offrendo cos\u00ec una possibile interpretazione al volo delle streghe verso il sabba.<br \/>\nSi credeva che il solo odorarla poteva indurre al sonno. Celso consigliava di porla sotto il cuscino per addormentarsi e anche Apuleio, Luciano e Plinio il Vecchio confermano questo fatto. Plutarco riporta che le pi\u00f9 belle mandragore crescono ai piedi delle viti e che il vino ottenuto da queste vigne ha grandi propriet\u00e0 ipnotiche. Anche Filostrato descrive la mandragora come soporifera. Inoltre, Demostene e Platone paragonano i quieti cittadini ateniesi a degli \u201cubriachi di mandragore\u201d, fatto confermato da Pindaro e Senofonte. La pianta trova applicazione anche nell\u2019arte militare delle imboscate. Infatti, Frontino scrive che Maharbal, mandato dai Cartaginesi contro i ribelli africani, sapendo che la popolazione era dedita al vino, lo miscel\u00f2 con mandragore. In questo modo, Maharbal uccise i ribelli o li prese prigionieri mentre giacevano come fossero morti.<\/p>\n<p>In riferimento alle propriet\u00e0 afrodisiache della mandragora, Afrodite, la dea dell\u2019Amore, era chiamata Mandragoritis. In Egitto, con la pianta si preparavano filtri d\u2019amore per le coppie che desideravano avere molti figli. I Beduini della regione del Negev in Israele la considerano sacra ed \u00e8 vietato danneggiarla e le donne sterili ne mangiano i frutti immaturi dopo il periodo mestruale, recitando i versi del Corano.<\/p>\n<p>Dioscoride consigliava il vino di mandragora come anestetico in chirurgia, cos\u00ec come Isidoro di Siviglia. Il vino alla mandragora lo si somministrava ai condannati al rogo o alle pi\u00f9 diverse torture, usanza forse ereditata dal mondo biblico. In questo modo, la sofferenza era in parte alleviata. Sembrerebbe, poi, che l\u2019effetto narcotico sia stato sfruttato in Palestina per indurre una specie di trance narcotica nei condannati alla crocifissione e probabilmente la spugna che fu data a Cristo sulla croce era imbevuta di vino alla mandragora. L\u2019uso del vino alla mandragora come anestetico in medicina \u00e8 sopravvissuto in Europa fino all\u2019inizio del XVIII secolo, sottoforma di una spugna bollita in una miscela di vino, corteccia di radice di mandragora, semi di una specie di lattuga con effetti soporiferi e foglie di gelso. Tali spugne erano molto utilizzate dai medici della Scuola Medica di Salerno.<\/p>\n<p>La mandragora era trattata come un vero e proprio essere vivente, avvolta in un panno rosso e posta in una scatola, custodita in un luogo sicuro fuori dalla vista dei curiosi e nutrita periodicamente. Alla morte del possessore, andava in eredit\u00e0 all\u2019ultimogenito dei figli, che deponeva nella bara pane e una moneta d\u2019oro. Si teneva in casa come amuleto per garantire una protezione magica, per divinare, per favorire la fortuna e la procreazione. Usanza comune era di intagliare la radice in forma di essere umano, dando origine alle cosiddette imaguncula alrunica, da Alraune, nome tedesco della mandragora. La stessa Giovanna D\u2019Arco fu accusata di possedere, come talismano magico, una mandragora in forma umana.<\/p>\n<p>In Britannia, una leggenda narra di uno spirito notturno che compare con le dita della mano fiammeggianti. D\u2019altra parte, \u201cmano di gloria\u201d \u00e8 anche il nome dato alla mano amputata di un uomo morto e usata come torcia magica per commettere furti di notte. Si tratta di un tema popolare del folklore europeo, comparendo in trattati, manuali di stregoneria, resoconti di processi alle streghe e credenze popolari. Per esempio, nel Libro dei segreti di Alberto Magno, l\u2019autore spiega come preparare una mano di gloria. Lo scopo della mano di gloria \u00e8 \u201c[\u2026]meravigliare coloro ai quali \u00e8 mostrata e renderli immobili, come fossero morti\u201d. Questa mano, tagliata a un morto e seccata, era usata come portacandela per pratiche occulte. Si dice che la mano brilli di notte, proprio come la mandragora, come la pianta si trova sotto le forche e ha un effetto soporifico simile. Ad Antiochia, Costantinopoli e Damasco, sono state ritrovate radici di mandragora modellate in forma umana. Questo sembra dimostrare che non solo l\u2019uso della pianta \u00e8 antico, ma che lo \u00e8 anche il desiderio di accrescerne il potere magico, modificandone la forma. Ancora nell\u2019et\u00e0 moderna, in Armenia, si usa bruciare le radici di mandragora per scacciare gli spiriti maligni dalle case e inalarne il fumo \u00e8 considerato una cura per la pazzia. Una specie di mandragora \u00e8 usata, poi, in riti magici nel Sikkim, in Himalaya.<\/p>\n<p>In tempi moderni, le credenze e gli usi della mandragora sono rimasti ancora vivi. In Inghilterra, agli inizi del \u2018900, era usata come anestetico e come rimedio omeopatico per la gotta. In alcune zone, i popoli alpini la usano come amuleto protettivo contro il tempo brutto. In Grecia, almeno fino agli anni \u201960, le donne sterili portavano parte della pianta al collo per favorire la fecondit\u00e0 e ponevano il frutto o la radice sul proprio corpo durante l\u2019atto sessuale sempre per favorire la fecondit\u00e0. In Romania, la mandragora era parte di un rito per favorire l\u2019incontro tra uomo e donna.<br \/>\nDa quanto riportato, \u00e8 possibile ipotizzare una certa \u201cdimensione mitica\u201d della mandragora, essenzialmente rappresentata dai poteri posseduti dalla pianta.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, altri dati relazionati riguardano la sua origine divina o comunque miracolosa. Si tratta di elementi comuni a diversi racconti mitici che, nel caso specifico della mandragora, sarebbero stati rielaborati nel corso del tempo, fino a essere riproposti nei racconti, leggende e credenze popolari successive, acquisendo una certa autonomia. In sostanza, vi sarebbe un \u201cnucleo mitico\u201d originario rimasto inalterato e vivo nel suo significato pi\u00f9 essenziale. Questa sopravvivenza potrebbe rimandare al significato principale dei miti legati alle piante magiche, in quanto il mito della pianta magica, mediatrice fra il mondo ordinario e quello soprannaturale, fornisce un fondamento all\u2019impulso dell\u2019uomo verso la conoscenza delle forze nascoste della natura.<\/p>\n<p>Nell\u2019antica letteratura mitologica, \u00e8 citata una pianta magica denominata moly, che alcuni studiosi hanno identificato con la mandragora, anche se l\u2019individuazione \u00e8 piuttosto discussa. Eustazio riporta un mito di origine del moly. Il gigante Picoloo si era innamorato di Circe e voleva rapirla. Intervenne per\u00f2 il dio Helios, padre della maga, che uccise il gigante: \u201cE dal sangue del gigante sparso sulla terra germogli\u00f2 il moly, che prende il nome dalla fatica della battaglia\u201d. Ma il suo fiore, dal biancore abbagliante come quello del latte, proviene dall\u2019abbagliante Helios, che vinse il combattimento; la nera radice spunta dal nero sangue del gigante, ovvero, se ne pu\u00f2 spiegare la natura col fatto che Circe diviene spettralmente smorta per lo spavento\u201d.<\/p>\n<p>In questo mito incontriamo due temi essenziali, quello della morte violenta e quello della nascita miracolosa, comuni ad altri racconti mitici. L\u2019erica nasce intorno al cadavere di Osiride, la violetta dal sangue di Attis, la rosa e l\u2019anemone dal sangue di Adonis, la melagrana e il timo rispettivamente dal sangue di Dioniso e dei Coribanti, mentre un\u2019altra erba nasce dal sangue di Prometeo. Questo motivo pagano fu ripreso dal Cristianesimo. Infatti, secondo la leggenda, dal sangue del Cristo caduto ai piedi della croce crescerebbero diverse piante medicinali, ma anche il grano, la vite e la mirra.<\/p>\n<p>Nel Medioevo, soprattutto nei paesi germanici, in Francia e in Islanda, era diffusa una credenza secondo cui la mandragora cresceva dallo sperma o dall\u2019urina caduta al suolo al momento della morte di un impiccato condannato ingiustamente.<\/p>\n<p>Il tema della nascita delle piante dallo sperma di un dio o di un essere umano dai poteri eccezionali lo si ritrova specialmente in Oriente. Ricordiamo al proposito la leggenda di Caiumarath. In essa, Adamo, escluso dal Paradiso Terrestre e separato da Eva, sogn\u00f2 di abbracciare quest\u2019ultima. Il suo sperma cadde a terra e da l\u00ec crebbe una pianta che prese forma umana e divenne Caiumarath. Caiumarath \u00e8 stato identificato anche con Adamo e inoltre rappresenterebbe Gay\u00f4mart, il primo uomo della tradizione iranica. Quando Gay\u00f4mart mor\u00ec, il suo sperma cadde in terra e vi rimase per 40 anni, dopodich\u00e9 da esso nacquero due piante che assunsero una forma umana di maschio e femmina.<\/p>\n<p>La nascita dallo sperma potrebbe rimandare al tema mitico primordiale della ierogamia del dio del Cielo con la Madre Terra, in cui lo sperma assume natura divina, essendo il veicolo dello spirito creatore.<\/p>\n<p>In generale, la morte violenta richiama il motivo mitico della creazione mediante il sacrificio. Attraverso il sacrificio, la nuova vita che ne scaturisce si manifesta in forma superiore e il sacrificato avrebbe ben potuto essere il protagonista di un mito originario.<\/p>\n<p>Trattando delle virt\u00f9 terapeutiche della mandragora, Ildegarda di Bingen, nella Physica, la definisce \u201cun pezzo di terra che non ha mai peccato\u201d. Secondo alcune interpretazioni di questa definizione, la guarigione avviene tramite una regressione simbolica e rituale alle origini, ai tempi di Adamo nel Paradiso Terreste. Chi ha bisogno di cure ritorna simbolicamente al tempo mitico, al momento della creazione dell\u2019uomo e del mondo. In questo modo, si rinasce nuovamente e si \u00e8 liberi dalla malattia.<br \/>\nSecondo una certa tradizione mediorientale, forse antecedente al Cristianesimo, la mandragora dalla radice antropomorfa nasce nel Paradiso Terrestre, dove Dio ha creato il primo uomo. Crescerebbe ai piedi dell\u2019Albero del Bene e del Male, con il quale a volte \u00e8 identificata. In questo caso, la mandragora \u00e8 associata a un luogo primordiale, dove ha luogo la creazione primigenia. Si tratta quindi di una pianta primordiale e quindi mitica.<\/p>\n<p>In differenti culture europee, arabe e asiatiche, si riporta che l\u2019uomo origin\u00f2 dalla mandragora, in base all\u2019aspetto antropomorfo della radice: \u201cI primi uomini sarebbero stati una famiglia di gigantesche mandragore sensitive, che il sole avrebbe animato e che, da sole, si sarebbero distaccate dalla terra\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019uomo apparve originariamente sulla terra in forma di mostruose mandragore, animate da una vita istintiva, e che il soffio dell\u2019Altissimo costrinse, trasmut\u00f2 e sgross\u00f2, e infine sradic\u00f2, per farne degli esseri dotati di pensiero e di movimento proprio\u201d.<\/p>\n<p>In una leggenda della Siria si racconta: \u201cQuando Dio cre\u00f2 il mondo, si riserv\u00f2 la creazione degli esseri viventi sulla terra, nelle acque e nell\u2019aria; ma, nel suo contratto con Satana, aveva dimenticato il sottosuolo. Lo spirito del Male, geloso del Creatore, volle, anche lui, fabbricare degli uomini e delle donne viventi sotto terra. Il suo genio inventivo, ma incompleto, non port\u00f2 che alla formazione informe delle mandragore. Dal momento che queste, strappate da terra, penetrano nel regno di Dio, cessano di vivere\u201d.<\/p>\n<p>I primi due racconti rimandano a un preesistente mito di origine dell\u2019uomo, in cui la sua origine \u00e8 successiva a quella della pianta. La pianta ha una sensibilit\u00e0, propria di tutti gli esseri viventi, trasmessa poi all\u2019uomo al momento della sua creazione. La leggenda siriana, invece, ricorda il tema della nascita miracolosa mediata da un intervento soprannaturale, in questo caso maligno.<br \/>\nPer quanto riguarda i miti legati all\u2019utilizzo della mandragora, ricordiamo un racconto dell\u2019antica letteratura religiosa egiziana, noto come Distruzione e salvataggio del genere umano. Questo mito non rappresenta solo l\u2019origine di un utilizzo cultuale della mandragora didit, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. E\u2019 la storia di una seconda nascita dell\u2019umanit\u00e0, resa possibile attraverso il potere della mandragora.<\/p>\n<p>Limitatamente ai documenti qui discussi, risulta che la dimensione mitica della mandragora \u00e8 piuttosto complessa e interessa differenti tempi storici e zone geografiche. Come per tutte le piante magiche, il ruolo della mandragora come specie psicoattiva all\u2019interno dei miti relativi non \u00e8 trascurabile e probabilmente ha influito sulla loro elaborazione. Se non mancano i miti di origine della pianta in questione, quelli riguardanti il suo utilizzo sono piuttosto scarsi. Questo potrebbe essere un campo di indagine da approfondire, soprattutto nell\u2019ambito della cultura europea.<\/p>\n<p>La grande attenzione rivolta alla Mandragora nel corso della storia e in diverse parti del mondo, ha stimolato la ricerca dell\u2019etimologia del suo nome, in relazione alle diverse culture presso le quali trovava utilizzo.<\/p>\n<p>Secondo alcuni, il nome della pianta deriverebbe dalla deformazione dell\u2019espressione mano di drago, riferendosi in questo caso sia all\u2019aspetto della radice che talvolta pu\u00f2 effettivamente ricordare la zampa e gli artigli di un drago, sia alla superficie delle foglie, caratterizzate da rilievi carnosi simili alla pelle di un rettile.<\/p>\n<p>A partire dalla sua prima apparizione nel X libro dell\u2019Odissea di Omero (viene donata dal dio Hermes a Ulisse come talismano di protezione contro gli incantesimi di Circe), l&#8217;erba moly \u00e8 stata celebrata a pi\u00f9 riprese dagli autori greci e latini, e ha influenzato la fantasia di non pochi autori medievali.<\/p>\n<p>Secondo alcuni studiosi deriverebbe dal sanscrito mandros, \u201csonno\u201d, e agora, \u201csostanza\u201d, oppure mandara, \u201cparadiso\u201d. Altri commentatori propendono per un\u2019origine sumerica, da nam-tar, \u201cpianta del dio del castigo\u201d, o tedesca medievale, da mann-dragen, \u201cfigura di uomo\u201d, o ancora persiana, da mardumgi\u00e0, \u201cerba dell\u2019uomo\u201d. Dioscoride, nel De Materia Medica, la chiaman antimelon, archinen e morion, mentre in latino \u00e8 Mandragoras. Claudio Eliano, nel De Animalium Natura, la chiama cynospastos, \u201cestirpata per mezzo di un cane\u201d, e dice che brilla di notte, la chiama anche aglaophotis, \u201crisplendente\u201d, termine poi ripreso poi da Plinio il Vecchio nella Historia Naturalis.<\/p>\n<p>Altri studiosi sostengono che derivi dal greco e che significhi &#8220;pericoloso per le mucche&#8221;.<\/p>\n<p>Gli Ebrei la chiamano dudaim, da dum, amore.<\/p>\n<p>Conosciuta dagli Arabi come &#8220;mela di Satana&#8221;, in passato \u00e8 sempre stata oggetto di strane superstizioni, sia nell&#8217;Europa meridionale che nel Levante.<\/p>\n<p>In ogni caso, proprio per la sua particolare forma, molti sostengono che nel corso del tempo gli furono dati affascinanti e divertenti epiteti come: Anthrop\u00f2morphon, Semi-Homo, mela del Diavolo, vecchietto barbuto o addirittura vecchia signora.<\/p>\n<p>Columella la defin\u00ec \u201csemi umana\u201d e gli arabi la chiamavano \u201cpomo dei Djinn\u201d, ossia degli spiritelli.<\/p>\n<p>Anche il fondatore della medicina, il medico greco Ippocrate, ne \u00e8 rimasto affascinato e asserisce che il suo nome \u00e8 di derivazione persiana (mehregiah).<\/p>\n<p>In Asia, nella medicina popolare dell\u2019India, la mandragora \u00e8 nota come Lakshmana, \u201cche possiede segni fortunati\u201d.<\/p>\n<p>In Francia, la mandragora era nota come main de gloire, \u201cmano di gloria\u201d, o mandragloire, forse dall\u2019unione delle parole mandragora e Magloire, quest\u2019ultimo nome di un elfo del folklore francese, personificato come una radice di mandragora lavorata.<\/p>\n<p>Da tutto questo se ne deduce che \u00e8 un pianta che oltre a tutte le sue propriet\u00e0 esoteriche, magiche e curative, ha anche il potere di ammaliare gli uomini nel complicato compito di cercare l\u2019origine del suo nome, essa infatti, rapisce tutti con il suo fascino mistico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A livello botanico la mandragora \u00e8 una pianta erbacea perenne, emicriptofita, acaule. \u00c8 dotata di una grossa radice a fittone,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1837],"tags":[1857,1858],"class_list":["post-17277","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-botanica","tag-mandragora-2","tag-radice-di-mandragora"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - 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